Studio dello Tsuki

 

INTRODUZIONE

L’esecuzione di uno Tsuki si snoda in linea retta, ovvero attraverso la distanza più breve tra due punti. Appare, cioè, quasi come la "via naturale" da prendere, al momento di tirare un colpo, vista anche l’apparente semplicità di esecuzione. La sua linearità, infatti, permette, di ottenere una discreta potenza al momento dell’impatto, e di eliminare, un esubero di forze scomponenti che solitamente influiscono sull’efficacia di colpi meno diretti, in special modo nei principianti. Sennonché, proprio a causa della brevità della distanza che lo TSUKI WAZA percorre, è piuttosto difficile imprimere ad esso la velocità necessaria ad ottenere la risultante desiderata durante la reale applicazione del colpo sarà necessario che ad esso partecipino non solo il braccio e il pugno ma anche altre componenti meno evidenti, quali: la rotazione dell’anca, la posizione dei piedi, l’HIKITE del braccio ed altre che vedremmo specificatamente nel corso di questo studio.

Allo scopo di chiarire ogni aspetto legato all’esecuzione di un colpo è necessario osservare il fenomeno dal punto di vista fisico-dinamico. Ciò è di fondamentale importanza quando si ricerca l’efficacia dello Tsuki, intesa come potenzialità distruttiva. Una tecnica di pugno è l’espressione di una forza composita piuttosto complessa. Essa è costituita da un’alta forma di energia in senso dinamico. Una delle maggiori difficoltà che concerne l’esecuzione di una tecnica, come già accennato, investe il problema della velocità, o meglio i modi attraverso cui sarà possibile ottenere dall’esecuzione di uno TSUKI la maggiore energia. Fine, questo, rivolto a diminuire al massimo l’intervallo di tempo che il pugno impiega a percorrere la distanza che lo separa dal bersaglio.

FORZA ed ENERGIA

Dalla fisica, in particolare dallo studio dei fenomeni di meccanica classica, sappiamo che un corpo rigido (quale è un pugno o un piede) può possedere energia contemporaneamente sotto diverse forme:

Andiamo a capire il significato delle formule espresse:

L’Energia Potenziale P = m g h è legata alla forza peso, alla quale è soggetto ogni corpo. Quindi essa dipenderà dai seguenti parametri:

m : massa del pugno, o della parte che colpisce.

g : accelerazione gravitazionale, caratteristica del nostro pianeta (circa 9,8 m/s2).

h : differenza di altezza, tra il punto dove parte il colpo ed il punto dove esso arriva.

Quindi l’unica possibilità di modificare P è quella di agire su h. Ad esempio per un Fumikomi sarà necessario caricare il piede più in alto possibile. Graficamente l’andamento è il seguente:

grafico1.JPG (7426 byte)

P = m g h g = costante

h = variabile

Dal grafico si deduce che per avere una buona energia bisogne elevare il colpo ad una altezza h molto grande.

L’Energia Traslazionale T = ½ m v2 dipende essenzialmente dalla velocità v con cui il colpo viene portato. Però in questo caso la relazione non è di tipo lineare, come visto per l’energia potenziale P, poiché T cresce in modo esponenziale rispetto all’unico parametro modificabile v.

Graficamente l’andamento è il seguente:

grafico2.jpg (7831 byte)

m = costante

T = ½ m v2

v = variabile

Si vede infatti che l’energia cresce con il quadrato della velocità. Questo significa che aumentando la velocità del colpo si può ottenere una energia molto grande. Sarà questa la componente principale dell’energia complessiva dello Tsuki.

L’Energia Rotazionale R = ½ I w 2 scaturisce dalla rotazione del pugno. Essa dipende da due fattori:

I : momento inerziale del pugno

w : velocità angolare (rapidità della rotazione)

Il parametro I è caratteristico di un corpo in rotazione e dipende solo da caratteristiche geometriche, ovvero dalla forma dell’oggetto. Possiamo immaginare un pugno come una sfera di raggio r e massa m, allora:

I = 2/5 m r2

Mentre w rappresenta la velocità angolare del pugno, inteso con buona approssimazione come una sfera di raggio r che ruota attorno ad un asse, passante per il centro del pugno e coincidente con l’avambraccio.

tsuki.jpg (6338 byte)

Essendo massa e dimensione del pugno fissi, per aumentare l’energia dobbiamo incrementare la velocità con la quale ruotiamo lo Tsuki durante l’esecuzione del colpo. Tale velocità angolare w è definita come variazione dell’angolo a nel tempo quindi per renderla massima bisognerà compiere la massima rotazione, dal caricamento del pugno con palmo verso l’alto fino a colpire il bersaglio con il palmo verso il basso (180°), nel minor intervallo di tempo possibile. Graficamente l’andamento è simile al quello dell’energia traslazionale:

grafico3.jpg (7153 byte)

I = costante

R = ½ I w 2

w = variabile

Anche in questo caso l’energia cresce in modo esponenziale, con il quadrato della velocità angolare.

Una volta analizzate una ad una le diverse forme di energia, possiamo esprimere l’energia complessiva che possiede uno Tsuki durante la sua esecuzione:

E = P + T + R = m g h + ½ m v2 + ½ I w 2 = m g h + ½ m v2 + 1/5 m(r w )2

 


Tutte le informazioni riportate sono approfondite ed ampliamente spiegate nel Volume:

"Karate dalla A alla Z"